Scopri la parola: "Principio di Pufffetta"


PRINCIPIO DI PUFFETTA (SMURFETTE PRINCIPLE) [da Puffetta, originariamente l’unica femmina in tutta la popolazione dei Puffi (fumetto ideato dal fumettista Peyo e poi divenuto un cartone animato); la locuzione è stata coniata da Katha Pollitt nel 1991] Locuzione con cui si descrive il fenomeno presente spesso sui media (televisione, cinema, fotografie, advertising ecc.) in cui una personaggia è inserita in un contesto in cui tutti gli altri personaggi sono uomini, e lei è presente solo in virtù del suo aspetto estetico e presente come elemento esornativo con ridotto o nullo approfondimento sulle sue caratteristiche psichiche e sulla sua storia. Significativo il fatto che, nelle intenzioni dell’autore, Puffetta sia stata creata da Gargamella, il cattivo della serie, per creare conflitti e scompiglio tra i puffi (che appunto erano tutti maschi), in modo che questi si facessero catturare più facilmente. La scarsità di personaggi femminili (secondo un calcolo della New York film academy nel 2018 per ogni personaggia c’erano 2 o 3 personaggi) è significativa, ma ancora di più lo è il fatto che mentre i personaggi sono spesso approfonditi nelle loro caratteristiche umane, le personagge risultano spesso superficiali e poco connotate, stereotipate. Secondo Pollitt, questa disparità sia numerica, sia nella rappresentazione, indica implicitamente che il gruppo e le sue regole vengono definiti dagli uomini, mentre l’unica rappresentante femminile (in genere sessualizzata) ha un ruolo molto ridotto, di “spalla”, ma esiste per lo più in funzione degli uomini, delle loro vicende, regole e avventure (ancillarità); e mentre le bambine ammirano le personagge per il loro aspetto, interiorizzano l’idea che le iniziative e le esperienze interessanti riguardino gli uomini. Alcuni esempi di sindrome di Puffetta nelle produzioni cinematografiche e nei media sono Tess Ocean in Ocean’s eleven, Miss Piggy nei Muppet, Wonder Woman tra i supereroi dc ecc; il Geena Davis institute on gender in media calcola che solo il 10% dei film presenti un cast equilibrato dal punto di vista del genere. Nonostante ciò, i media presentano alcuni segnali positivi: negli ultimi anni sembra che stia crescendo il numero di film che superano il test di Bechdel-Wallace. 

Tratto da Dizionario di genere. Definizioni e relazioni per la comprensione dei fenomeni sociali legati al genere, di Marzia Camarda, © 2025 Settenove S.r.l.

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